Dott.ssa Anna Masi

Biologa Nutrizionista - Farmacista - Naturopata

L’Alimentazione Wellbeing

“Chi non conosce il cibo non può capire le malattie dell’uomo”

 

Questa è la proclamazione più famosa di Ippocrate, padre della medicina, fatta più di duemila anni fa’ e mai quanto oggi così attuale.

Quelle che all’epoca potevano essere delle acute intuizioni e osservazioni cliniche, adesso trovano un importante fondamento sui numerosissimi studi scientifici che dimostrano sempre più che la salute e la malattia sono strettamente correlate all’alimentazione.

I troppi errori a tavola aprono la porta a numerose malattie croniche e ai tumori: troppi zuccheri, troppa carne, troppi cibi industrialmente raffinati aumentano il rischio di ammalarci; cereali integrali, legumi, frutta, verdura, acidi grassi mono e polinsaturi ci proteggono. 

Questa è l’alimentazione Wellbeing, un inno alla vita, essendo i suoi fondamenti in piena armonia con ciò che i risultati dei maggiori studi epidemiologici proclamano. L’Alimentazione Wellbeing è la riscoperta del Mangiare Sano, del Cibo Vero, Naturale, Integro e per questo prezioso poiché conserva intatte tutte quelle sostanze indispensabili per preservare o recuperare lo stato di salute. 

Nei paesi occidentali ricchi, soprattutto nel corso dell’ultimo secolo, lo stile alimentare dell’uomo ha teso sempre più a privilegiare cibi che un tempo erano mangiati solo eccezionalmente, come molti cibi animali (carni e latticini), o che non erano neanche conosciuti, come lo zucchero, le farine molto raffinate (ottenute solo con le macchine moderne), gli oli raffinati (estratti chimicamente dai semi o dai frutti oleosi), o che addirittura non esistono in natura (come certi grassi che entrano nella composizione delle margarine, o come certi sostituti sintetici dei grassi che non essendo assimilabili dall’intestino consentirebbero, secondo la pubblicità, di continuare a mangiare schifezze senza paura di ingrassare). Questo modo di mangiare sempre più “ricco” di calorie, di zuccheri, di grassi e di proteine animali, ma in realtà “povero” di alimenti naturalmente completi, ha contribuito grandemente allo sviluppo delle malattie tipiche dei paesi ricchi: l’obesità,la stitichezza, il diabete, l’ipertensione, l’osteoporosi, l’ipertrofia prostatica, l’aterosclerosi, l’infarto del miocardio, le demenze senili, e molti tumori, fra cui i tumori dell’intestino, della mammella, della prostata. 

Un grande studio epidemiologico iniziato negli anni ‘50, condotto in sette paesi del mondo a diversa incidenza di malattie del cuore, dalla Finlandia, ad altissima incidenza, all’Italia, ad incidenza relativamente bassa, a Creta, dove il rischio era bassissimo, dimostrò che la dieta mediterranea, basata su cereali, verdure, legumi e, come principale fonte di grassi, olio di oliva, era associata a bassi livelli di colesterolo nel sangue e proteggeva dall’angina pectoris e dall’infarto.

A partire dagli anni ‘70, numerose ricerche epidemiologiche, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone e studiato decine di migliaia di casi di tumore, hanno confermato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che chi mangia più verdure si ammala meno di cancro rispetto a chi mangia poche verdure. Ciò vale per la maggior parte dei tumori, in particolare quelli dell’apparato digerente (cavo orale, faringe, esofago, stomaco, intestino) e quelli dell’apparato respiratorio (laringe e polmoni).

Le verdure e i cibi vegetali proteggono probabilmente attraverso numerosi meccanismi, ma il più importante (o almeno il più studiato) è legato al contenuto di sostanze antiossidanti, fra cui vitamina C, vitamina E, beta-carotene (precursore della vitamina A) e altri carotenoidi, vari polifenoli, composti solforati, che impediscono l’attivazione di molte sostanze cancerogene e proteggono le strutture cellulari e lo stesso DNA dall’aggressione di sostanze ossidanti che si generano nei normali processi metabolici.

Quest’ultimo concetto è legato alla Nutrigenomica, scienza multidisciplinare, assolutamente moderna, che studia l’interazione tra la nutrizione e il DNA, ossia come il cibo che ingeriamo influenza effettivamente e vistosamente i nostri geni. 

Ebbene, alla luce di tutto ciò, l’atto del sedersi a tavola assume il significato ben più profondo del semplice sfamarsi e appagare i piaceri della gola. Il cibo ha il ruolo di nutrire ogni singola cellula del nostro organismo e dunque ogni singolo tessuto ed organo che le stesse compongono; esso regola la comunicazione intercellulare; il cibo garantisce che il nostro turnover cellulare venga preservato tenendo conto che quotidianamente produciamo 300 bilioni di nuove cellule e altrettante ne distruggiamo; il cibo protegge i nostri geni e ne influenza l’attivazione/disattivazione; il cibo ci protegge dal cancro. 

L’innovazione dell’Alimentazione Wellbeing sta in questo, accogliere il nuovo che la ricerca scientifica nel campo della nutrizione ci offre, per ricondurlo a tavola rieducandoci, paradossalmente, al più antico stile di vita alimentare. Un salto nel passato che i risultati dell’odierna ricerca scientifica e dunque il valore alla salute ci obbligano a compiere.

 Se negli ultimi decenni - l’industria alimentare ha spinto perché avessimo a disposizione maggiore quantità di cibo a discapito della qualità dello stesso; se il cibo ha subito importanti sofisticazioni al fine di renderlo più conservabile, più appetibile, più velocemente cucinabile ma anche pericolosamente più ricco in sostanze chimiche e miserabilmente più povero in nutrienti; se, dato dolentissimo e ahinoi dannatamente influente sulla massa, le mode alimentari misconoscono la scienza a favore di un dimagrimento facile ma altresì dannoso perché in antitesi con il mangiare sano - l’Alimentazione Wellbeing prende doverosamente distanza da tutto ciò allineandosi alla ricerca scientifica che certo non approva l’odierno stile alimentare.

 Certo non è facile scardinare vecchie credenze e abitudini ma, se la comunità scientifica alla luce dei suoi risultati è la prima ad additare le stesse assolutamente antisalutistiche, l’Alimentazione Wellbeing, parte integrante di un Metodo scientifico, è schierata in prima linea nel portare la scientificità sulle nostre tavole, rieducando le persone alla cultura del mangiare antico, naturale e dunque sano. 

Una delle conoscenze più solide, ripetutamente confermate, è: chi è in sovrappeso si ammala di più dei vari tipi di tumore, e chi si è ammalato, se in sovrappeso, ha più difficoltà a guarire. Meglio quindi mantenersi snelli, e, se non lo si è più, ritornare snelli. Ci sono sempre più indicazioni che sia il grasso depositato all’interno dell’addome il più pericoloso, piuttosto che l’obesità complessiva. Anche i magri con la pancetta hanno un rischio alto di ammalarsi. Un sano obiettivo, quindi è di mandar giù la pancetta: si raccomanda che la circonferenza vita non sia più di 80 cm nelle donne e 100 cm negli uomini, ma, senza andare sottopeso, più stretta è meglio è.

Perseguire la snellezza significa quindi mantenersi in salute; è l’Essere e non semplicemente l’apparire. 

Paradossalmente, perché profondamente ignoranti, le mode alimentari continuano a proporre regimi alimentari dissennati, pericolosamente ricchi di proteine e grassi animali ma poveri in frutta e verdura, annoverati falsamente tra quei carboidrati responsabili dell’aumento del peso corporeo.

I fautori di queste diete non conoscono o non vogliono conoscere i risultati della moderna ricerca scientifica, non prendono in considerazione le vitali raccomandazioni del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, fanno orecchie da mercante di fronte alle dichiarazioni dei più prestigiosi Oncologi del nostro tempo, in nome del dimagrimento rapido che la gente vuole e quindi in nome della fama.

È fondamentale che cambino le conoscenze ma soprattutto le coscienze di costoro e degli utenti. 

Qui la questione non è perdere peso per entrare nel vestito da sposa, indossare il bikini senza provare vergogna, essere magri per essere accettati, qui la questione è iniziare ad imparare a mangiare per amore della nostra salute. 

Ormai tutti sappiamo che togliere i carboidrati (ed è bene ricordare che solo quelli raffinati ingrassano e attentano alla salute) dalla dieta aumentando il consumo delle proteine fa dimagrire velocemente; tutti sappiamo che se per uno o due mesi dalla prova costume mi alimento a shaker, beveroni, barrette sostitutive i pasti, raggiungo senza sforzo il tanto agognato obiettivo. Certo, ma a quale prezzo? Ho forse messo in pratica delle norme da considerarsi adottabili per uno stile di vita alimentare sano? NO. Anzi, mentre sto compiendo questo percorso ho anche la più o meno conscia percezione della sua pericolosità ma l’appetibilità del risultato supera di gran lunga la sensata motivazione a desisterne. 

La prima raccomandazione del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro - mantenersi snelli per tutta la vita - è l’obiettivo principale dell’equipe scientifica del Metodo Wellbeing.

Le successive raccomandazioni del Fondo - limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica quali i cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati;basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta; limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate – ne diventano invece l’efficace e comprovato strumento per la realizzazione dell’obiettivo stesso.

Mi alimento per la salute e non a sfavore di essa.

In conclusione, le principali conoscenze che la scienza medica ha potuto solidamente confermare, in decenni di ricerche cliniche ed epidemiologiche sul ruolo dell’alimentazione nella genesi delle malattie croniche che caratterizzano il mondo moderno, comprese obesità e cancro, si possono riassumere in poche raccomandazioni preventive di cui l’Alimentazione Wellbeing diventa un’importante portavoce: più cereali integrali, legumi, verdura e frutta fresca, meno zuccheri e cereali raffinati, meno carni, latticini e grassi animali, meno sale e meno alimenti conservati sotto sale.

 

NOTA! Questo sito utilizza cookies.

Accettando o continuando la navigazione su questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo